martedì 1 giugno 2010

Groucho Marx


Julius Henry Marks, in arte Groucho Marx (New York, 2 ottobre 1890 – Los Angeles, 19 agosto 1977), è stato un attore, comico e scrittore statunitense. Terzo dei cinque Fratelli Marks (rinominatisi Marx), esordì nel mondo dello spettacolo fin dal primo decennio del Novecento, affrontando una lunga gavetta nel vaudeville che lo portò a recitare con i fratelli nei teatri di varietà di tutti gli Stati Uniti. Fu durante questo lungo tirocinio teatrale negli anni dieci e venti che Groucho poté affinare la comicità che lo ha reso celebre nel mondo, basata sulla veloce parlantina, sulla battuta fulminea e sul ricorso ai giochi di parole, con scanzonata irriverenza nei confronti dell'ordine costituito e con un malcelato disprezzo per le convenzioni sociali. Il suo senso dell'umorismo corrucciato, sarcastico e misogino, sintetizzato nel suo soprannome d'arte Groucho ("brontolone", "musone"), si coniugò sulle scene con una eccentrica maschera comica dai tratti divenuti inconfondibili, quali i vistosi baffi e sopracciglia dipinti, lo sguardo ammiccante, il sigaro perennemente tra i denti o fra le dita e la frenetica andatura.

“Groucho Marx: la vita e l'arte in un libro” di Luca Martello

In occasione del 120esimo compleanno di Groucho Marx (1890-1977), icona immortale della comicità e del cinema americano, e del 70esimo anniversario del film Animal Crackers, viene pubblicata dalla Castelvecchi Editore, ad opera di Luca Martello, la prima monografia integralmente dedicata ai Fratelli Marx.

<<Groucho, Harpo, Chico… Zeppo e Gummo. Il merito principale dei fratelli Marx è quello di avere introdotto un nuovo elemento nel cinema comico: la rivoluzione. Una forza rivoluzionaria infantile, bambina, senza spargimenti di sangue o promesse di sorta; è la realizzazione del desiderio di spodestamento degli adulti da parte dei più piccoli: i fratelli Marx ci mostrano cosa accadrebbe se il mondo venisse conquistato dai bambini.

Il risultato è un universo in preda al caos, sì, ma piuttosto divertente.

Groucho Marx rappresenta l’incarnazione stessa del comico. La sua maschera – occhiali, nasone e baffi neri – è diventata l’icona della festa, del carnevale, del travestimento. Il muto Harpo ha radici più lontane e misteriose. Harpocrates è infatti, nella mitologia egiziana, il dio del silenzio rappresentato come un bambino con il dito sulla bocca. E i loro film fanno parte ormai della storia del cinema. Titoli come I fratelli Marx al college, La guerra lampo dei fratelli Marx e Una notte all’opera sono classici che la propria videoteca personale non può non contemplare. Del resto senza il cinema dei fratelli Marx i film di Federico Fellini, di Woody Allen o di Terry Gilliam non sarebbero stati gli stessi. Da principio i fratelli non hanno molta fortuna nel nostro Paese.

Nell’Italia fascista non è tollerata la parodia dell’immigrato italiano di Chico – nota in Usa come l’imitazione meno credibile mai fatta, e perciò innocua e divertente – e generalmente i loro film vengono salutati come opere gratuite e demenziali. La guerra lampo è censurata perché satira del potere, ma i film successivi vengono proiettati, come dimostrano le recensioni d’epoca e la visita di Harpo alla Scala di Milano.

Il problema della traduzione però ha creato molti rallentamenti. Benché i film minori siano stati doppiati quasi subito, le pellicole dal ’29 al ’31 lo saranno solo negli anni Novanta. Anche nel resto del mondo il problema è lo stesso, persino in Inghilterra faticano a comprendere alcuni scioglilingua tipicamente americani. La definitiva riscoperta avviene però con il Sessantotto, quando i tre vengono considerati unanimemente maestri di tutto rispetto.
Vent’anni dopo il rilancio dei Marx negli anni Sessanta, un altro fenomeno aiuta a divulgare il credo marxiano in Italia: Dylan Dog. Grazie a Tiziano Sclavi, infatti, Groucho è popolarissimo tra giovani e giovanissimi. È un merito che gli va riconosciuto. Lavorare a questo libro è stato un dovere morale. Una volta pubblicato non lo leggerò per almeno tre anni. Per avere il “piacere” di leggerlo, dovrò prima dimenticare tutto e sfogliarlo finalmente da lettore, da fan, per poter dire: finalmente leggo un libro italiano sui fratelli Marx.

Non importa se ci saranno lacune o imperfezioni, ripetizioni o errori facili da evitare. Mi basta sapere che per leggere qualcosa del genere non devo aprire un polveroso dizionario d’inglese e farmi venire attacchi d’asma per una settimana.>>


da “La Repubblica XL”: Introduzione di Luca Martello tratta dal volume Groucho e i suoi fratelli. La vita e l’arte dei Marx Bros

Videolink di due spezzoni de “La guerra lampo dei fratelli Marx”, 1933:

http://www.youtube.com/watch?v=05QZyBZtVr8&NR=1

http://www.youtube.com/watch#!v=mMwQMmAyUh0&playnext_from=TL&videos=5u4T64w3pIg

1 commento:

  1. Ma sai che mi stavo leggendo la sua vita (e le sue frasi) su wikipedia proprio qualche giorno fa?!? Telepatia, chérie!
    Mi piace 'sto strano umorismo marxista (la sai la frase, no? Quella "Je suis marxiste, tendance Groucho" :D)...poco prima di partire per l'Austria, notai a casa di mia cugina un libretto di frasi di Groucho e cominciai a leggerlo: siccome le avevo chiesto di prestarmelo, lei decise di regalarmelo proprio. Me lo sono portato nel bagaglio e durante il mio soggiorno in Austria lo leggevo per risollevarmi il morale! :))

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